Esecuzioni extragiudiziarie

Disegni

 

Fadi Salman

Giosit Iosef e Fuad Zabah

Jahan Alaraj

Nissrin Andaui

Rasha Kassit

Samar Wadia e Salim Jockman

Senza nome

Tolista Pallot

 

 

 

Scheda

Le “esecuzioni extragiudiziarie” sono omicidi mirati di rappresentanti delle formazioni politiche palestinesi che Israele esegue, al di fuori di ogni legalità, sin dal 1970.

 

In aperta violazione della IV Convenzione di Ginevra e della legalità internazionale, fra il 2002 e il 2004, l’intensificazione di questa pratica ha portato il numero dei morti a 332.

 

Fra gli omicidi mirati condannati anche dalla Commissione Onu sui diritti umani:

 

-         l’uccisione del leader spirituale di Hamas, Ahmad Yassin, effettuata con elicotteri da guerra, il 22 marzo 2004, mentre Yassin tornava a casa dopo la preghiera dell’alba.

-         L’uccisione di Abdel Aziz Al-Rantissi, tra i fondatori di Hamas, effettuata il  19 aprile 2004, con un attacco missilistico contro l’auto su cui viaggiava, a Gaza città.

-         La polverizzazione dell’auto su cui viaggiavano 4 dirigenti delle Brigate di al-Aqsa, il 2 maggio 2004, a Nablus.

 

 

Il 27 agosto 2001 l’esercito israeliano uccide Alì Mustafà, capo del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (Fplp), colpito con un missile tirato da un elicottero, mentre era seduto alla scrivania del suo ufficio a Ramallah. In risposta a questo omicidio politico, tre mesi dopo, un commando del Fplp uccide un membro del governo israeliano, Benny Zeevi, ministro del Turismo e leader di un piccolo partito ultranazionalista.

 

Tra il 29 settembre 2000 e il 27 aprile 2004, sono almeno 172 i rappresentanti di diverse formazioni politiche palestinesi uccisi da Israele in attuazione della pratica di esecuzioni extragiudiziarie.

 

Nel corso di questi attacchi, praticati con il lancio di missili e l’uso di armi devastanti, oltre a numerosi feriti, sono rimasti uccisi altri 160 civili palestinesi, incluse 25 donne e 37 bambini.

 

Tra questi ultimi:

I figli di Khalil Abu Kadher: Ashraf di 8 anni e Bilal di 10, nel distretto di Jenin, il 31-7-01;

 

Burhan al-Himuni, di 3 anni e Shadi Ahmad Arafe, di 13 anni, a Hebron, il 10-12-01;

 

Madhat abd al-Wahab al-Jurani, di 17 anni a Rafah, il 24-6-02;

 

Iman Salah Shhada, di 14 anni; i figli di Raed Matar: Dina, neonata di 6 mesi, Ayam, di 2 anni, Diana, di 5 anni, Muhammad di 4 anni, Ala Muhammad, di 11 anni, Ahmad Muhammad a-Shawa, bimbo di 3 anni, Subhi Mahmoud di 5 anni, a Gaza, il 22-7-02;

 

La figlia di Daraghmeh, Bahira, di 12 anni, e if figli Osama, di 12 anni, e Yazid, di 17 anni; Sari Subeh, di 16 anni, nel distretto di Jenin, il 31-8-02.

 

Christine Gorge Sa’ade, bimba di 11 anni, del campo profughi di Aida, nel distretto di Betlemme, il 25-3-03.

 

Amal Nimer Salem al-Jarushesh, bimba di 7 anni, deceduta il 15 giugno 2003 per le ferite riportate nell’attacco missilistico “mirato” del 10 giugno 2003 a Gaza City.

 

Afnan Yasser Muhammad Taha, la figlia di 1 anno di Taha’s, nel campo profughi di al-Bureij, nella striscia di Gaza, il 10 giugno 2003.

 

 

fonti: B’tselem, Centro di informazione israeliano per i diritti umani nei Territori occupati; Palestine Monitor, BBC News.

 

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Jahan Alaraj - 11 anni - VI A

 

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Rasha Kassit - 10 anni - V A

 

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Tolista Pallot - 9 anni - IV A

 

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Fadi Salman - 8 anni - III B

 

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Samar Wadia e Salim Jockman - 11 anni -  VI B

 

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Nissrin Andaui - 11 anni - VI A

 

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Senza nome - scuola San Giuseppe - Betlemme

 

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Giosit Josef e Fuad Zabah - 8 anni - III A

 

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