le leggende di jessie james
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Il giornalista Romano Giuffrida ha scritto:

Molti, ma molti anni fa, quando terminai le oltre 450 pagine di “Il Signore degli anelli” di John R. R. Tolkien, mi dissi: “bello, ma il genere fantasy non è per me” e infatti, da allora, nessun altro libro di quel tipo aveva più impegnato le mie ore (poche, ahimè…!) destinate alla lettura.
Ma come dice il proverbio…”mai dire mai”…
Nei mesi scorsi mi sono ritrovato tra le mani un libro edito dalla Casa editrice Sensibili alle foglie intitolato La leggenda di Aang – Libro Primo: Acqua” a firma di Jessie James. Sarà perché già conoscevo la Casa editrice e i suoi più che importanti libri e forse anche perché quella firma “Jessie James” mi incuriosiva parecchio (Jesse James era il nome di un bandito del leggendario West, e quel nom de plume ossia quello pseudonimo Jessie che ne ricalcava il nome al femminile aveva contribuito ad accrescere ancor più la mia curiosità…), fatto si è che, ad un certo punto, ho cominciato a leggerlo.
Voi non ci crederete (così come non ci credevo nemmeno io mentre mi “divoravo” pagina dopo pagina…), ma in pochissime ore sono arrivato alla pagina 273 della Leggenda di Aang talmente affascinato dalle avventure dello stesso Aang del suo fido Appa insieme ai suoi compagni Sokka e Katara, che quasi ero dispiaciuto della conclusione di questo primo libro tanto da ritrovarmi a desiderare di avere subito tra le mani il Libro secondo: Terra già annunciato in distribuzione nei primi mesi del prossimo autunno.
Non racconto la storia dell’Avatar Aang: non mi piace rovinare le molte sorprese e le altrettante avventure che incontrerà chi lo leggerà; dico solo che il libro che la giovane Jessie ha scritto mettendo su pagina le vicende di Aang e la sua “banda” (conosciute dall’Autrice grazie a film e cartoni animati) è scritto bene. Non faccio tale affermazione solo perché, come dicevo prima, le pagine scorrono via provocando interesse e aspettative sempre più forti, ma anche perché Jessie è riuscita in un compito piuttosto arduo per chi, per la prima volta in modo “importante”, si accinge a scrivere pagine destinate ad andare nelle mani e a essere lette da sconosciuti (magari anche dai propri professori di scuola…).  Il compito arduo cui accennavo è che Jessie è riuscita a non imitare nessuno o, per essere più precisi, “a non copiare nessuno” e ha lasciato che, eventualmente, fossero solo le molte letture che hanno accompagnato e accompagnano il suo tempo libero a guidarla –inconsapevolmente- nel costruire frasi e dialoghi del suo racconto: ma questo accade a tutti gli scrittori e a tutte le scrittrici (chi dichiarasse il contrario sarebbe un imbroglione…). Ma c’è di più: Jessie ha scritto con sincerità, ossia non ha fatto finta di essere chissà quale “genio” che improvvisamente appariva all’orizzonte della letteratura “fantasy” ma ha scritto (bene), così come la sua età (scoperta “navigando” sul suo sito) e la sua sensibilità le suggerivano e ciò, in un’epoca nella quale il “finto”, il “posticcio” e il “virtuale” trionfano non è poca cosa… anzi! (Nel dire questo non possiamo che rivolgere un plauso anche ai redattori di Sensibili alle foglie che hanno curato con rispettosa delicatezza l’editing del libro). Per tutti questi motivi, siamo quasi sicuri che al termine di questa “saga” della Leggenda di Aang, Jessie accetterà la sfida di confrontarsi totalmente con la propria fantasia e la propria creatività, costruendo una storia tutta sua dalla prima all’ultima riga. Noi aspettiamo curiosi e fiduciosi.
20/08/2011
Romano Giuffrida        
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romano Giuffrida, dopo aver letto L’ambasciatrice dei draghi, h