le leggende di jessie james
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Jessie James ha ormai compiuto diciannove anni, si è diplomata con 100/100, e frequenta Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all’Università La Sapienza. Ha ultimato la trilogia delle leggende della Mezzaluna e sta lavorando a un nuovo progetto ambientato nelle Terre Libere. Sciolti i vincoli dell’esperienza liceale, l’Autrice ha iniziato un percorso di promozione dei suoi titoli, contestualizzandoli con le sue ricerche sul rapporto tra letterature e società, con una particolare attenzione alla funzione sociale dei personaggi letterari (il femminile, il diverso, l’emarginato, per fare degli esempi). È pertanto disponibile a svolgere seminari e incontri nelle scuole, negli ambienti giovanili e ovunque ci sia qualcuno interessato a promuovere l’amore per la lettura e la scrittura.
Per informazioni contattare sensibiliallefoglie@tiscali.it

«Ho scritto il mio primo libro a quattordici anni, all'inizio della Terza Media. Da allora, non ho più smesso. Insieme ai personaggi che popolano la mia immaginazione, ci sono anche quelli che ho incontrato leggendo e tutti loro contribuiscono a formarmi e a definirmi come persona. La mia esperienza di autrice e lettrice appassionata mi porta a proporre una serie di incontri su un tema che ritengo importante: il fantasy e i suoi punti d'incontro con la realtà.

Fantasy al femminile: autrici e protagoniste

I mutamenti sociali hanno sempre giocato un ruolo importante sulla letteratura, i cui personaggi si sono spesso configurati come specchi del mondo circostante e delle sue convenzioni. Per quanto riguarda l'universo femminile, sono stati nel corso dei secoli di volta in volta espressione di una concezione maschilista, di una ribellione al codice sociale, incarnazioni tanto di perfezione, quanto di frivolezza e, più recentemente, eroismo. In un percorso da Madame Bovary a Liesel Meminger, si cerca di ricostruire l'evoluzione nella percezione della donna, sia come protagonista sia come autrice.


Fantasy e sensibilità: diversità e tolleranza in un mondo altro

Attraverso una narrazione fantastica si possono toccare tematiche estremamente reali. Più di una storia ha origine nella discriminazione e nell'intolleranza, numerosi personaggi si battono in difesa di ideali sociali estremamente attuali. Pregiudizio e stigmatizzazione, ma soprattutto la paura di ciò che è diverso accompagnano molte pagine di infinite storie. Attraverso una selezione di personaggi, nati dalla mia fantasia e da quella di altri autori, propongo un percorso che esplora l'attualità dei conflitti affrontati da figure inserite in universi fantastici, presenti, passati o futuri».


Come è nato lo pseudonimo Jessie James

«Al momento dell'uscita del mio primo libro, mi sono posta una domanda molto importante: come firmarlo? La risposta non è stata facile come si potrebbe pensare. Non volevo rischiare che l'aver scritto dei libri influenzasse le mie relazioni con amici, compagni di classe, professori... Io scrivo perché mi piace farlo, non perché aspiro alla fama o cose del genere. Così, dopo aver molto riflettuto, ho deciso di scegliere un nome d'arte.
Questo pseudonimo affonda le sue origini in una canzone di Woodstock, intitolata Jesse James e cantata da Pete Seeger. Ascoltando questa bella ballata, ho conosciuto l'omonimo bandito americano. Nato nella Contea di Clay nel settembre 1847, divenne un eroe popolare nel corso della guerra di secessione. Derubò molte banche e assaltò svariati treni a capo di una banda della quale faceva parte anche il fratello Frank. Insomma, era una specie di Robin Hood americano. Quello che mi colpì di più, all'epoca in cui ascoltai questa canzone, fu la sua morte, ad opera di uno dei suoi presunti “amici”, Robert Ford. Questi gli sparò alla schiena mentre Jesse stava appendendo un quadro alla parete, in casa sua, disarmato. Quest'atto di codardia mi disgustò, almeno quando la vita del bandito mi aveva affascinata. E così decisi, come omaggio, di volgere il suo nome al femminile e di diventare “Jessie James”».
Questa è la ballata, che esiste anche nella splendida versione interpretata da Bruce Springsteen.

Jesse James was a lad that killed many a man
He robbed the Glendale train
He stole from the rich and he gave to the poor
He'd a hand and a heart and a brain

Well it was Robert Ford, that dirty little coward
I wonder now how he feels
For he ate of Jesse's bread and he slept in Jesse's bed
And he laid poor Jesse in his grave

Poor Jesse had a wife to mourn for his life
Three children now they were brave
Well that dirty little coward that shot Mr. Howard
He laid poor Jesse in his grave

Now Jesse was a man, a friend to the poor
He'd never rob a mother or a child
There never was a man with the law in his hand
That could take Jesse James when alive

It was on a Saturday night and the moon was shining bright
They robbed the Glendale train
And people they did say o'er many miles away
It was those outlaws, thery're Frank and Jesse James

Well Jesse had a wife to mourn for his life
Three children now they were brave
Well that dirty little coward that shot Mr. Howard
He laid poor Jesse in his grave

Now the people held their breath when they heard of Jesse's death
They wondered how he'd ever come to fall
Robert Ford, it was a fact, he shot Jesse in the back
While Jesse hung a picture on the wall

Now Jesse went to rest with his hand on his breast
The devil upon his knee
He was born one day in the County Clay
And he came from a solitary race

Well Jesse had a wife to mourn for his life
Three children now they were brave
Well that dirty little coward that shot Mr. Howard
He laid poor Jesse in his grave
Woah!

Come on boys!
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Jessie James
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