Raffaele Ciriello

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Dal settembre 2000 al settembre 2004, sono 9 i reporter uccisi da colpi israeliani nei Territori occupati. Di essi, 8 erano palestinesi e uno italiano.

 

Il 13 marzo 2002, a Ramallah, Raffaele Ciriello, fotografo freelance italiano, viene ucciso da una raffica di mitra sparata dai soldati dell’esercito israeliano.

 

Ciriello era con un giornalista del Tg1 della Rai nei pressi della piazza Al-Manara, dove le truppe e i carri armati israeliani stavano avanzando per occupare Ramallah.

Il soldato sul tank ha sparato in un momento e in una zona in cui non erano in corso combattimenti.

 

Gravemente ferito da sei pallottole all’addome, Ciriello è stato soccorso da giovani palestinesi che lo hanno portato in ospedale, dove è deceduto dopo il ricovero.

 

Il 24 marzo 2004 Muhammad Abu Halime, fotografo palestinese, è stato colpito mortalmente dall’esercito israeliano mentre stava fotografando, dall’Università di a-Najah, gli scontri divampati a Nablus, in Cisgiordania, a seguito dell’uccisione del leader di Hamas, Ahmed Yassin.

 

Tra il settembre 2000 e il settembre 2004, i giornalisti feriti sono 75, mentre almeno 167 sono stati attaccati dai soldati israeliani (malmenati, trattenuti, l’equipaggiamento confiscato o distrutto); 5 sono i giornalisti palestinesi arrestati.

Almeno 20 uffici stampa colpiti da artiglieria, 19 quelli vandalizzati o danneggiati.

 

L’International Association Press, nell’aprile 2002, ha dichiarato la Cisgiordania il secondo posto al mondo più pericoloso per i giornalisti dopo l’Afghanistan.

 

(fonti: B’tselem; La repubblica, 14 marzo 2002; International Association Press)

 

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