Riferimenti ai martiri

Disegni

 

Amira Micheli

Bisan  Ibrahim

Hannan Nabki e Fuad Salibi

Leal Ainad

Miriam Al-Araj

Miriam Hanan e Iusef Hataf

Rasha Abu Zuluf

Uagì Kouri

 

Scheda

 

Il martire, nella concezione palestinese, è una figura molto più ampia di come normalmente viene interpretata da noi.

 

Martire è chi muore nella resistenza all’occupazione in atto nella sua terra: sia una bambina di quattro mesi uccisa da un missile o un anziano colpito per strada, un ragazzo ucciso in una manifestazione o un militante politico colpito dalla pratica delle esecuzioni extragiudiziarie attuata da Israele, una donna rimasta uccisa nella difesa della sua casa o un ragazzo che si è fatto esplodere per colpire Israele.

 

Non disponendo di uno Stato e quindi neanche di un esercito, la distinzione tra civili e militari in Palestina è più complessa che altrove.

È, piuttosto, una linea sottile fra civili e combattenti, nella resistenza ad abbandonare la propria terra, che può essere sostenuta o meno da appartenenze politiche o religiose, questo o quel movimento, questa o quella formazione, ma che è anzitutto resistenza all’occupazione.

A questo fine le famiglie spesso “dedicano” un figlio al servizio della “causa palestinese”.

 

 

Anche la pratica delle Hamalia intiharia, le azioni di suicidi, quella che viene impropriamente chiamata dei Kamikaze, è ricondotta alla figura del martire, ma non in via esclusiva.

 

Mentre la prima Intifada (1987-1993) richiama alla mente i “bambini delle pietre”, la seconda, iniziata nell’ottobre del 2000 e detta Intifada Al-Aqsa, viene associata ai ragazzi che si trasformano in bombe umane per colpire Israele.

 

In realtà il primo attacco suicida in Israele è dell’aprile 1994, ad Afula, in risposta all’uccisione di 29 mussulmani avvenuta nel febbraio di quell’anno, in Cisgiordania, ad opera del colono B. Goldstein.

Dal 1994 fino all’inizio della seconda Intifada questi attacchi hanno avuto cadenza irregolare.

Dal settembre 2000 al dicembre 2003, i palestinesi che hanno portato avanti queste azioni, che hanno dato la morte a circa 436 israeliani, tra civili e militari, sono almeno 70.

 

Fonti per i dati: Human Rights Watch, BBC News Online. Si ringrazia la redazione di arabcomint.com per la ricerca delle fonti dei dati in questa scheda.

 

 

 

 

 

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Bisan Ibrahim - 10 anni - V A

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Hannan Nabki e Fuad Salibi - 9 anni  - IV A

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Amira Micheli - 10 anni -  V B

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Miriam Hanan e Iusef Hataf  - 9 anni - IV A

 

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Leal Ainad - 8 anni – III B

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Rasha Abu Zuluf - 9 anni - IV B

 

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Miriam Al - Araj - 8 anni - III B

 

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Uagì Kouri - 11 anni - VI B

 

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